Studio di riferimento: Dell’Aversana D., Provitera V., Trinchillo A. et al. Distinct sensory and autonomic involvement in hypermobile Ehlers–Danlos syndrome compared with idiopathic small fiber neuropathy: a multimodal study. Scientific Reports, 2026. DOI: https://doi.org/10.1038/s41598-026-60461-6
Un nuovo studio italiano, accettato per la pubblicazione su Scientific Reports, ha confrontato la neuropatia delle piccole fibre associata alla sindrome di Ehlers-Danlos ipermobile con la NPF idiopatica. I risultati mostrano un quadro in parte diverso: nella hEDS i sintomi iniziano mediamente prima, interessano aree più estese e si accompagnano a una compromissione autonomica più marcata.
Il lavoro -condotto dai dottori Nolano, Provitera e collaboratori- è indicato ad oggi come “Article in Press”. Significa che lo studio è stato accettato dalla rivista ed è già disponibile e citabile attraverso il suo DOI, ma deve ancora essere sottoposto all’ultima revisione editoriale e tipografica. Non si tratta quindi di un semplice preprint; nella versione definitiva potrebbero comunque essere corretti refusi o altri dettagli formali.
Gli autori hanno studiato 35 persone che soddisfacevano sia i criteri diagnostici del 2017 per la hEDS sia quelli per la neuropatia delle piccole fibre. I risultati sono stati confrontati con quelli di 38 persone di età simile affette da NPF idiopatica, nelle quali erano state escluse le cause secondarie conosciute.
La valutazione è stata particolarmente completa. Oltre ai questionari dedicati ai sintomi della NPF, al dolore neuropatico e alla disautonomia, i partecipanti sono stati sottoposti al test sensitivo quantitativo, allo studio dei riflessi cardiovascolari autonomici, alla risposta simpatica cutanea, alla valutazione dinamica della sudorazione e a biopsie cutanee prelevate dalla gamba, dalla coscia e dal polpastrello.
La biopsia non è stata utilizzata soltanto per contare le fibre nervose intraepidermiche, cioè quelle prevalentemente coinvolte nella sensibilità termica e dolorifica; i ricercatori hanno analizzato anche le fibre autonomiche dirette alle ghiandole sudoripare, ai muscoli erettori del pelo e ai vasi sanguigni. È stato quindi possibile confrontare sia il coinvolgimento sensitivo sia quello autonomico.
Sintomi più precoci e maggiormente diffusi
Nel gruppo con hEDS e NPF i sintomi erano iniziati molto prima: l’età media di esordio era di 19,5 anni, contro 35,2 anni nel gruppo con NPF idiopatica. La durata media della malattia era, di conseguenza, molto più lunga: 16,9 anni contro 3,8.
Anche le caratteristiche dei sintomi erano differenti. I pazienti con hEDS riferivano più frequentemente bruciore generalizzato, dolore puntorio, prurito e dolore neuropatico nella regione perineale. Quest’ultimo era presente nel 34% del gruppo hEDS/NPF, mentre non era stato riferito da nessuno dei partecipanti con NPF idiopatica.
I punteggi del questionario SFN-SIQ, che misura la frequenza dei sintomi tipici della NPF, erano più elevati nel gruppo hEDS. Il test sensitivo quantitativo mostrava inoltre alterazioni non soltanto nelle sedi distali, come il piede e la gamba, ma anche alla coscia e alla mano; nel gruppo con NPF idiopatica il coinvolgimento funzionale risultava maggiormente concentrato nelle sedi distali.
Nella maggior parte dei pazienti con hEDS la NPF mostrava una distribuzione non dipendente dalla lunghezza. Questo significa che il danno non seguiva esclusivamente il classico andamento “dal basso verso l’alto”, con le estremità più lontane colpite per prime e in misura maggiore. Tuttavia, un andamento simile era presente anche nel gruppo con NPF idiopatica; gli stessi autori riconoscono quindi che questo elemento, da solo, ha uno scarso valore per distinguere le due condizioni.
Il coinvolgimento autonomico
La differenza più rilevante è emersa sul versante autonomico. Il punteggio totale del COMPASS-31 era decisamente più alto nei pazienti con hEDS e NPF: 54,3 contro 33,9. Le differenze più evidenti riguardavano l’intolleranza ortostatica e i disturbi gastrointestinali e urinari.
Tra i sintomi descritti vi erano palpitazioni, vertigini e dolore al collo o alle spalle durante la posizione eretta; reflusso gastroesofageo, digestione lenta, sazietà precoce, alternanza fra stitichezza e diarrea; pelle secca, intolleranza al caldo, urgenza e ritenzione urinaria.
La POTS è stata diagnosticata strumentalmente nel 51,5% delle persone con hEDS e NPF, mentre non è stata riscontrata in nessuno dei partecipanti con NPF idiopatica. Considerando più in generale i riflessi cardiovascolari, una disfunzione autonomica era presente nel 54,5% del gruppo hEDS/NPF e nel 24% del gruppo con NPF idiopatica.
È importante sottolineare che il confronto riguarda specificamente due gruppi di pazienti con NPF e non permette di concludere che la POTS sia assente nelle persone con NPF idiopatica in generale. In questa particolare casistica non è stato individuato alcun caso, ma il numero dei partecipanti era limitato.
Molto interessanti sono anche i risultati relativi alla sudorazione. Una disfunzione sudomotoria era frequente in entrambi i gruppi; nei pazienti con hEDS, tuttavia, la produzione di sudore risultava più ridotta, soprattutto a livello dell’avambraccio. Gli autori descrivono complessivamente un quadro di iposudorazione generalizzata.
Anche l’analisi delle fibre autonomiche nella biopsia cutanea ha mostrato una differenza importante. Una marcata o moderata perdita delle fibre che innervano le ghiandole sudoripare della coscia è stata rilevata nel 90,9% dei pazienti con hEDS e NPF, rispetto al 37,1% di quelli con NPF idiopatica. La differenza è rimasta statisticamente significativa anche dopo la correzione per età e sesso.
Questi risultati suggeriscono che nella hEDS i disturbi autonomici non dipendano necessariamente soltanto dalla lassità dei vasi sanguigni e dal conseguente accumulo di sangue nelle parti inferiori del corpo. Secondo gli autori, anche una compromissione del sistema nervoso autonomico periferico potrebbe concorrere allo sviluppo della POTS e degli altri sintomi disautonomici.
Che cosa ha mostrato la biopsia delle fibre
Nel gruppo hEDS/NPF la densità delle fibre nervose intraepidermiche era ridotta nel 73,5% dei pazienti alla gamba e nel 75,7% alla coscia. Nell’85,3% dei casi il rapporto tra gamba e coscia indicava una distribuzione non dipendente dalla lunghezza.
La densità complessiva delle fibre intraepidermiche, però, non differiva significativamente tra i due gruppi. La caratteristica principale della NPF associata alla hEDS non sembra quindi essere una perdita quantitativamente maggiore delle fibre sensitive; ciò che cambia è piuttosto il quadro complessivo, formato da un esordio più precoce, sintomi maggiormente diffusi e un interessamento autonomico più grave.
Nella cute dei pazienti con hEDS sono stati inoltre osservati segni di rimodellamento nervoso, con aree denervate alternate a zone caratterizzate da aggregazione e ramificazione delle fibre. Secondo gli autori, questa disposizione potrebbe riflettere un processo cronico e lento, nel quale alla degenerazione si affiancano tentativi di rigenerazione nervosa.
È un’interpretazione interessante, ma non ancora una certezza. Per dimostrare l’evoluzione del danno e degli eventuali fenomeni rigenerativi sarebbe necessario seguire gli stessi pazienti nel tempo.
La NPF potrebbe essere una caratteristica intrinseca della hEDS
Sulla base della concordanza tra sintomi, test funzionali e alterazioni osservate nella biopsia, gli autori ritengono che il coinvolgimento delle piccole fibre possa essere una caratteristica intrinseca della hEDS, piuttosto che una semplice manifestazione secondaria. Il lavoro richiama inoltre il concetto emergente di hEDS come disturbo “neuroconnettivale”, nel quale le alterazioni del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso periferico potrebbero essere strettamente collegate.
Lo studio non chiarisce, tuttavia, quale sia il meccanismo responsabile. Gli autori prendono in considerazione diverse possibilità: un’alterazione genetica ancora sconosciuta con effetti su più sistemi; i danni tissutali ripetuti dovuti all’instabilità articolare; il decondizionamento fisico; eventuali restrizioni alimentari; la disregolazione immunitaria e un’infiammazione sistemica di basso grado.
Queste rimangono ipotesi. Il lavoro non permette di stabilire quale fattore sia realmente determinante, né se lo stesso meccanismo sia presente in tutti i pazienti.
Un altro elemento da considerare è la diversa durata della malattia, molto maggiore nel gruppo hEDS/NPF.
Saranno necessari studi più ampi e longitudinali, possibilmente comprendenti anche bambini e adolescenti.
Perché questo studio è importante
Questo lavoro offre una delle valutazioni più complete finora pubblicate sulla neuropatia delle piccole fibre associata alla hEDS. Nei pazienti studiati, il coinvolgimento non era soltanto sensitivo: le alterazioni autonomiche erano documentabili sia attraverso i test funzionali sia mediante l’analisi diretta delle fibre nervose cutanee.
I risultati rafforzano quindi il legame tra hEDS, NPF, POTS e disautonomia; mostrano inoltre quanto possa essere limitante concentrare la valutazione esclusivamente sul dolore o sul numero delle fibre intraepidermiche.
Nei pazienti con hEDS e sintomi compatibili può essere utile considerare una valutazione sistematica delle piccole fibre e della funzione autonomica, comprendendo, quando clinicamente indicato, lo studio dei riflessi cardiovascolari, della sudorazione e dell’innervazione autonomica cutanea.
In presenza di sintomi neuropatici o disautonomici tali manifestazioni non dovrebbero essere considerate generiche o attribuite senza approfondimenti alla sola lassità del tessuto connettivo.
I punti chiave
- Lo studio ha confrontato 35 pazienti con hEDS e NPF con 38 pazienti affetti da NPF idiopatica.
- Nella hEDS i sintomi della NPF erano comparsi mediamente prima: 19,5 anni contro 35,2.
- Il dolore e le alterazioni sensitive erano maggiormente diffusi; nel 34% dei pazienti con hEDS era presente anche dolore neuropatico perineale.
- La perdita delle fibre intraepidermiche era frequente, ma la loro densità complessiva non era significativamente diversa da quella osservata nella NPF idiopatica.
- La differenza principale riguardava il sistema nervoso autonomico: i pazienti con hEDS presentavano sintomi autonomici più gravi, maggiore compromissione cardiovascolare e una più evidente riduzione della sudorazione.
- La POTS è stata diagnosticata nel 51,5% del gruppo hEDS/NPF e in nessun partecipante del gruppo con NPF idiopatica; il risultato riguarda però questa specifica casistica e non può essere generalizzato a tutte le persone con NPF idiopatica.
- La biopsia ha mostrato una perdita delle fibre sudomotorie della coscia nel 90,9% dei pazienti con hEDS/NPF, rispetto al 37,1% del gruppo con NPF idiopatica.
- I risultati sostengono l’ipotesi che il coinvolgimento delle piccole fibre possa essere una caratteristica intrinseca della hEDS; non dimostrano però quale sia il meccanismo responsabile.
- Lo studio non permette di stabilire la prevalenza della NPF nella popolazione generale con hEDS e non significa che tutte le persone con hEDS abbiano una neuropatia delle piccole fibre.
Se si utilizzano o si riprendono parti di questo approfondimento, si prega di citare AINPF – Associazione Italiana Neuropatia delle Piccole Fibre e di inserire il link a questo articolo.












